Anniversari di matrimonio anno per anno

Ogni anno di matrimonio porta il nome di un materiale: carta il primo, cotone il secondo, cuoio il terzo, lino il quarto, legno il quinto. Poi si sale verso materiali più duri, fino all'argento dei venticinque anni, all'oro dei cinquanta e al diamante dei sessanta. Qui sotto la tabella completa, con le varianti segnalate riga per riga e le annate che nessuna lista italiana riporta allo stesso modo.

Che nozze sono: la tabella anno per anno

La logica dell'elenco è semplice e si capisce leggendolo dall'alto: si parte dalla carta, che si strappa con due dita, e si arriva al diamante, che non si graffia. Il materiale racconta quanto ha tenuto il legame, e nei primi anni serviva anche a suggerire che cosa portare in dono.

Anno Nome dell'anniversario Variante che si incontra
1 nozze di carta nessuna
2 nozze di cotone nessuna
3 nozze di cuoio nozze di pelle
4 nozze di lino nozze di fiori
5 nozze di legno nessuna
6 nozze di ferro nozze di zucchero
7 nozze di lana nozze di rame
8 nozze di bronzo nessuna
9 nozze di ceramica nozze di argilla
10 nozze di stagno nozze d'alluminio
11 nozze d'acciaio nozze d'acero
12 nozze di seta nozze di corda
13 nozze di pizzo nozze di merletto
14 nozze d'avorio nessuna
15 nozze di cristallo nozze di porcellana
20 nozze di porcellana nozze di cristallo
25 nozze d'argento nessuna
30 nozze di perla nessuna
35 nozze di corallo nozze di giada
40 nozze di rubino nessuna
45 nozze di zaffiro nessuna
50 nozze d'oro nessuna
55 nozze di smeraldo nozze di diamante
60 nozze di diamante nozze di smeraldo
65 nozze di platino nozze di pietra
70 nozze di titanio nozze di ferro
75 nozze di brillanti nozze di platino

Gli anni che mancano dalla tabella, dal sedicesimo al ventiquattresimo, non ne sono stati dimenticati: sono le annate su cui le liste italiane non concordano, e più sotto c'è la spiegazione di che cosa circola e perché conviene prenderla con cautela.

In sintesi

  • L'elenco per anno nasce nel 1922, quando un manuale di galateo assegnò un materiale a ogni ricorrenza e la consuetudine si diffuse da lì (fonte: Emily Post, Etiquette in Society, in Business, in Politics and at Home, 1922)
  • Le prime 15 annate hanno nomi stabili: carta, cotone, cuoio, lino, legno, ferro, lana, bronzo, ceramica, stagno, acciaio, seta, pizzo, avorio, cristallo
  • Dal 16° al 24° anno i nomi cambiano da lista a lista, e diverse fonti italiane li saltano del tutto: sotto quella soglia di accordo il nome è una curiosità, non una regola
  • Le tre ricorrenze che ogni lista riporta allo stesso modo sono i 25 anni d'argento, i 50 d'oro e i 60 di diamante
  • 5 delle prime 12 annate portano il nome di una fibra tessile: carta, cotone, lino, lana e seta

Dal primo al quindicesimo anno

I primi quindici anni sono la parte dell'elenco su cui non ci sono dubbi, e anche la più bella da leggere di fila. La carta del primo anno è materia povera e delicata, che si conserva solo se qualcuno se ne prende cura. Il cotone del secondo è già un filo intrecciato, il cuoio del terzo si ammorbidisce con l'uso invece di consumarsi, il lino del quarto è la fibra che dura più di chi la tesse.

Dal quinto anno in avanti i materiali diventano cose di casa: legno, ferro, lana, bronzo, ceramica, stagno. Sono gli oggetti di una casa che si è messa in piedi davvero, con le pentole e i mobili al posto dei regali di nozze. Poi arriva l'acciaio dell'undicesimo, che non si piega, e la seta del dodicesimo, l'unica fibra pregiata dell'elenco.

Le ultime tre di questa prima parte cambiano registro. Il pizzo del tredicesimo anno e l'avorio del quattordicesimo sono materiali di lusso e di pazienza, il cristallo del quindicesimo è il primo che sta in vetrina invece che in cucina. È il momento in cui la tradizione smette di parlare di lavoro quotidiano e inizia a parlare di traguardo, e non a caso da qui in poi le ricorrenze si diradano.

Su questo tratto dell'elenco il regalo era pensato per essere qualcosa che si usa, non da mettere in mostra: il materiale dell'anno indicava la categoria, e chi lo riceveva se ne serviva.

Gli anni fra il sedicesimo e il ventiquattresimo

Qui la tradizione si fa sottile. Nelle liste italiane compaiono nomi come edera per il sedicesimo anno, viola per il diciassettesimo, quarzo per il diciottesimo, caprifoglio per il diciannovesimo, rovere per il ventunesimo e rame per il ventiduesimo, ma cambiano da fonte a fonte e diverse guide italiane preferiscono non riportarli affatto.

Vale la pena dirlo con chiarezza, perché il motivo è pratico. Queste annate non hanno mai avuto una consuetudine sociale dietro: nessuno festeggia i diciannove anni di matrimonio con una cerimonia, quindi non si è formato un nome condiviso. Le liste che li elencano stanno completando una tabella, non registrando un uso.

Come regola di sopravvivenza, se cercate il nome del vostro anno e cade in questa fascia, la risposta onesta è che un nome ufficiale non esiste. Il ventesimo anniversario di porcellana e il venticinquesimo d'argento sono i due riferimenti veri che lo circondano, e nel dubbio si guarda al più vicino.

Le ricorrenze grandi: 25, 50 e 60 anni

Tre ricorrenze hanno un peso diverso da tutte le altre, e si riconoscono dal fatto che hanno un nome anche fuori dalle liste. Le nozze d'argento dei venticinque anni, le nozze d'oro dei cinquanta e le nozze di diamante dei sessanta si festeggiano con una festa vera, spesso con gli stessi invitati del matrimonio, e in molte famiglie con il rinnovo delle promesse.

Sono anche le tre su cui non esiste variante: dove le altre annate oscillano fra due materiali, queste sono identiche in ogni fonte, italiana e straniera. È il segno che vengono da una consuetudine più antica dell'elenco anno per anno, e che l'elenco le ha ereditate invece di inventarle.

Le due che si scambiano di posto sono lo smeraldo e il diamante fra il cinquantacinquesimo e il sessantesimo anno. La versione più diffusa in Italia mette lo smeraldo a cinquantacinque e il diamante a sessanta, ed è quella riportata in tabella.

I colori degli anniversari

Il colore di un anniversario si ricava dal materiale, e per le ricorrenze grandi è immediato: argento per i venticinque anni, oro per i cinquanta, rosso rubino per i quaranta, blu per lo zaffiro dei quarantacinque, verde per lo smeraldo dei cinquantacinque, bianco per la perla dei trenta, rosa per il corallo dei trentacinque.

Per le prime annate il discorso cambia, perché carta, cotone e lino non hanno un colore proprio. Le liste che assegnano un colore ai primi anni lo fanno per convenzione recente e senza accordo fra loro, quindi conviene trattarlo come un suggerimento estetico e non come un codice da rispettare.

Se il colore serve per apparecchiare o per scegliere un tessuto, la strada più sicura è partire dai toni naturali del materiale dell'anno: il beige della carta e del lino, il bianco caldo del cotone, il bruno del cuoio e del legno. Sono le stesse logiche di accostamento della biancheria di casa, raccolte nella guida su come si coordinano colori e tessuti in camera.

Da dove viene l'elenco

L'elenco anno per anno come lo conosciamo si diffonde a partire dal 1922, quando compare in un manuale di galateo statunitense che assegna un materiale simbolico a ciascuna ricorrenza (fonte: Emily Post, Etiquette in Society, in Business, in Politics and at Home, 1922). Da lì passa ai giornali, poi ai cataloghi dei negozi, e infine alle liste che si trovano oggi.

Le nozze d'argento e d'oro invece si festeggiavano molto prima, e questo spiega la differenza di solidità fra le due parti dell'elenco: le due ricorrenze antiche sono uguali dappertutto, le annate aggiunte dopo si sono moltiplicate in versioni concorrenti. Quando due liste litigano su un anno, quasi sempre è un anno di invenzione recente.

Perché tante ricorrenze portano il nome di una fibra

Cinque delle prime dodici annate portano il nome di un tessuto o della fibra che lo fa: carta, cotone, lino, lana, seta. Il galateo qui ha registrato un fatto economico. Per secoli il tessile è stato il bene di casa che valeva di più a parità di ingombro, quello che entrava nel corredo e si contava capo per capo, ed è rimasto la categoria di regalo che una coppia usa ogni giorno senza pensarci.

La gerarchia interna all'elenco segue il valore che quelle fibre avevano: la carta del primo anno vale poco e dura poco, il cotone del secondo è quotidiano, il lino del quarto è la fibra che si tramanda, la seta del dodicesimo era il lusso. Chi oggi cerca la fibra giusta per la casa ha una scelta più larga di allora, ed è il tema della guida su quale tessuto scegliere per le lenzuola.

Fra le fibre di questa famiglia c'è anche la viscosa di bamboo, cellulosica come il lino e il cotone, con una mano più fresca al tatto: il set letto Looniva è in 300TC con certificazione OEKO-TEX Standard 100 classe I, la classe prevista per gli articoli destinati ai neonati. Che cosa distingue una viscosa di bamboo vera da un'etichetta generica è spiegato nella guida su come riconoscere la viscosa di bamboo, e se il dono va scelto sulla misura del letto di qualcun altro tornano utili le misure delle lenzuola matrimoniali.

Le varianti che circolano e quale seguire

Le varianti nascono da tre strade diverse che si sono incrociate: la lista americana del 1922, le consuetudini locali europee e le liste dei negozi, che negli anni hanno aggiunto materiali per avere un'occasione di vendita in più. Il risultato è che per alcune annate esistono due nomi legittimi.

Le coppie che si incontrano più spesso sono cristallo e porcellana fra il quindicesimo e il ventesimo anno, ferro e zucchero al sesto, lana e rame al settimo, stagno e alluminio al decimo, smeraldo e diamante fra il cinquantacinquesimo e il sessantesimo. In tabella c'è la versione più usata in Italia, con l'altra accanto.

La regola che funziona in famiglia è quella dell'uso: si tiene il nome che hanno usato i genitori o quello che gira fra i parenti, perché la funzione del nome è far riconoscere la ricorrenza, e un nome che nessuno riconosce non serve. L'anno è il dato che conta, il materiale è la cornice.

Domande frequenti

Quanti anni sono le nozze d'argento?

Venticinque anni di matrimonio. È la prima delle tre ricorrenze grandi, insieme alle nozze d'oro dei cinquanta anni e a quelle di diamante dei sessanta, e le tre sono le sole che ogni lista riporta allo stesso modo. Di solito si festeggia con una cerimonia vera, spesso con il rinnovo delle promesse.

Che nozze sono i 15 anni di matrimonio?

Nozze di cristallo nella versione più diffusa in Italia. Alcune liste mettono la porcellana al quindicesimo anno e il cristallo al ventesimo, invertendo le due: sono le due annate che si scambiano di posto più spesso. Se serve un riferimento univoco, il ventesimo anno di porcellana è quello riportato con più costanza.

Come si chiamano i 60 anni di matrimonio?

Nozze di diamante. È la ricorrenza più alta che si festeggi con regolarità, e il diamante chiude la scala dei materiali perché è quello che non si consuma. Alcune liste lo anticipano al cinquantacinquesimo anno mettendo lo smeraldo al sessantesimo, ma la versione italiana corrente tiene lo smeraldo a cinquantacinque.

Esiste un nome per ogni anno di matrimonio?

Fino al quindicesimo anno sì, e i nomi sono stabili. Dal sedicesimo al ventiquattresimo la tradizione è debole: i nomi che circolano cambiano da fonte a fonte e molte guide italiane li omettono. Dal venticinquesimo in avanti si procede di cinque anni in cinque anni, e quelle ricorrenze hanno nomi condivisi.

Quali anniversari portano il nome di un tessuto?

Cinque delle prime dodici annate: carta il primo anno, cotone il secondo, lino il quarto, lana il settimo, seta il dodicesimo. È il motivo per cui il tessile resta la categoria di dono più legata a queste ricorrenze. Nella stessa famiglia di fibre cellulosiche rientra la viscosa di bamboo, che Looniva tesse a 300 fili e certifica OEKO-TEX Standard 100 classe I.

Perché ogni anniversario ha un materiale diverso?

Perché il materiale è una misura del tempo passato insieme: si parte da materie fragili come la carta e si arriva a materiali che non si consumano, come l'oro e il diamante. Nella lista del 1922 il materiale serviva anche a orientare chi doveva portare un dono, indicando la categoria giusta per quell'anno.

Edoardo Guarise

Aggiornato il 29 August 2026 · 11 min di lettura

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