Thread count e qualità: cosa dice davvero il numero di fili per cm² - Looniva

Cotone 300 TC: cosa significa il numero di fili

Cotone 300 TC: cosa significa il numero di fili

300 TC significa 300 fili per pollice quadrato, sommando ordito e trama. È dentro la fascia in cui il numero dice ancora qualcosa di vero: fra 150 e 500 fili, a parità di fibra, più fili corrispondono a un tessuto più fitto e più morbido. Sopra, il numero smette di misurare.

Il numero conta solo insieme alla fibra: la biancheria Looniva è in viscosa di bamboo 300TC certificata OEKO-TEX Standard 100 classe I, la classe prevista per gli articoli destinati ai neonati.

Cosa significa 300 TC su un'etichetta

TC sta per thread count, il numero di fili contenuti in un pollice quadrato di tessuto, che sono 6,45 centimetri quadrati. Si ottiene sommando i fili verticali, l'ordito, e quelli orizzontali, la trama: 150 più 150 fa 300.

Un cotone 300 TC sta nella parte alta della fascia utile. Vuol dire un tessuto fitto, con filo sottile, morbido al tatto e ancora traspirante, che è più o meno quanto si può chiedere a un lenzuolo di cotone destinato a essere lavato ogni settimana.

In sintesi

  • 300 TC significa 300 fili per pollice quadrato, ordito più trama: 6,45 cm quadrati di tessuto
  • La fascia in cui il numero è informativo va da 150 a circa 500 fili, e solo a parità di fibra e di tessitura
  • Con filo singolo il limite fisico si colloca intorno ai 500-600 fili: oltre, il tessuto smette di lasciar passare aria
  • I numeri sopra gli 800 arrivano quasi sempre dal conteggio dei fili ritorti, dove ogni capo viene contato a parte: dichiararlo cosi' e' considerato ingannevole (fonte: FTC, parere del 2 agosto 2005 sulla dichiarazione del thread count)
  • La viscosa di bamboo riprende il 13 per cento del proprio peso in umidità contro lo 0,4 per cento del poliestere riciclato (fonte: Journal of Natural Fibers, 2025): un dato che il numero di fili non cattura

Come si contano i fili

Il conteggio onesto è semplice: si contano i fili che attraversano un pollice quadrato in una direzione, si contano quelli nell'altra, si sommano. Un tessuto con 150 fili per verso dichiara 300 TC.

Nessuna norma, né europea né statunitense, impone come dichiarare il numero. È il punto da cui nasce tutto il resto: due etichette con lo stesso numero possono descrivere tessuti diversi, e il numero da solo non permette di distinguerli.

Le soglie: 150, 200, 300, 500

Le soglie che si incontrano in negozio corrispondono a fasce reali di resa, purché la fibra resti la stessa.

Fili per pollice quadrato Come si comporta Giudizio
80-150 mano ruvida, tessuto rigido economico
150-200 buona resa quotidiana, molto traspirante, dura onesto
200-300 morbido e ancora arioso, l'equilibrio migliore ottimo
300-500 più fitto e più pesante, meno passaggio d'aria buono
oltre 500 da verificare: quasi al limite fisico del filo singolo da controllare
oltre 800 quasi sempre fili ritorti contati a parte numero di vendita

Un 200 TC di cotone pettinato a fibra lunga sta meglio in mano di un 400 TC di cotone corto. Il numero ordina i tessuti solo dentro la stessa fibra, e fra fibre diverse non ordina niente.

Quando il numero è gonfiato

Il modo più comune di alzare il numero è contare i capi dei fili ritorti. Un filo ritorto a due capi è fatto di due filamenti attorcigliati; a quattro capi, di quattro. Chi conta ogni filamento come un filo separato pubblica un numero doppio o quadruplo di quello reale.

Un tessuto che con il conteggio corretto sarebbe 250 TC diventa così 1000 TC, e nel frattempo peggiora: i fili ritorti sono più spessi, il tessuto è più pesante, passa meno aria e forma pelucchi prima. Un 1000 TC di questo tipo perde il confronto con un 300 TC a filo singolo di buona fibra.

Non è una lettura di parte: nel 2005 la Federal Trade Commission statunitense ha risposto per iscritto all'associazione tessile nazionale che moltiplicare il conteggio per il numero di capi è scorretto, e che la forma corretta è dichiarare il numero seguito dalla struttura del filo, per esempio "300 fili, filo a due capi" (fonte: FTC, lettera di James A. Kohm, 2 agosto 2005).

Il controllo pratico è chiedere se il numero è dichiarato a filo singolo. Se l'etichetta non lo dice e il numero supera i 500, conviene trattarlo come un dato commerciale.

La tessitura conta più del numero

Come i fili si incrociano cambia la resa più di duecento punti di conteggio. L'intreccio semplice, uno sopra e uno sotto, dà un tessuto opaco, asciutto e fresco, che passa aria e dura a lungo, e si sgualcisce. L'intreccio a fili lunghi in superficie dà un tessuto lucido e scorrevole, più caldo e più morbido, che tende a impigliarsi prima.

Fra i due si sceglie in base a come si dorme, non in base al numero. Chi si sveglia accaldato sta meglio con l'intreccio semplice anche a parità di fili. Il confronto fra le fibre principali è raccolto nella guida su quale tessuto scegliere per le lenzuola.

Perché sul bamboo il numero di fili dice poco

Sulla viscosa di bamboo il conteggio esiste, e i capi Looniva sono a 300 fili, ma spiega una parte piccola di quello che si sente a letto. La morbidezza dipende dalla sezione della fibra, che è liscia e tonda; la resa termica dipende da quanta umidità la fibra riprende, ed è il 13 per cento contro lo 0,4 per cento del poliestere riciclato (fonte: Journal of Natural Fibers, 2025). Nessuno dei due numeri sale aggiungendo fili.

Su una viscosa di bamboo conviene guardare tre cose: la composizione, che deve dire viscosa di bamboo senza percentuali di sintetico; la certificazione, con un numero verificabile; e la grammatura. Come si legge un'etichetta di questo tipo è spiegato in come riconoscere la vera viscosa di bamboo, e che cosa copre esattamente la certificazione in OEKO-TEX sul bamboo.

Cosa guardare sull'etichetta

Nell'ordine: la fibra e la sua lunghezza, la filatura, la tessitura, e solo dopo il numero di fili, che serve a confrontare due tessuti uguali in tutto il resto. La certificazione OEKO-TEX Standard 100 dice invece che cosa il tessuto non contiene, e ha quattro classi: la classe I è la più severa, quella prevista per gli articoli destinati ai neonati, ed è quella del set letto Looniva.

Una nota sul poliestere, che nelle miscele compare spesso proprio per alzare la densità a costo basso: quanto cambia a letto è misurato nella guida sulle lenzuola in microfibra.

Domande frequenti

Cosa significa cotone 300 TC?

Trecento fili per pollice quadrato, sommando ordito e trama. È dentro la fascia in cui il conteggio è ancora informativo, e su un cotone a fibra lunga corrisponde a un tessuto fitto, morbido e ancora traspirante. Sopra i 500 fili il numero va verificato.

200 TC è poco per delle lenzuola?

No, è una densità onesta. Fra 150 e 200 fili il tessuto è resistente e molto traspirante, ed è la fascia che regge meglio i lavaggi frequenti. Un 200 TC di fibra buona sta meglio in mano di un 400 TC di fibra scadente: il numero ordina i tessuti solo a parità di fibra.

Meglio 150 fili o 300 fili?

Dipende da come si dorme. A 150 fili il tessuto passa più aria ed è la scelta di chi si sveglia accaldato; a 300 è più fitto e più morbido al tatto. Entrambe le densità sono legittime, e la differenza fra le due pesa meno della fibra con cui sono fatte.

Un thread count più alto vuol dire lenzuola migliori?

Solo fino a un certo punto. Il limite fisico del filo singolo sta intorno ai 500-600 fili per pollice quadrato: oltre, il tessuto smette di lasciar passare aria. I numeri sopra gli 800 nascono quasi sempre dal conteggio separato dei capi di un filo ritorto.

Il thread count vale anche per il bamboo?

Vale poco. La resa della viscosa di bamboo dipende dalla forma della fibra e da quanta umidità riprende, non dalla densità di tessitura. I capi Looniva sono a 300 fili e certificati OEKO-TEX Standard 100 classe I, ma il dato che conta è il 13 per cento di ripresa di umidità.

Edoardo Guarise

Aggiornato il 6 September 2026 · 7 min di lettura

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