Tencel e bamboo sul letto sono parenti stretti: tutti e due sono cellulosa rigenerata, e cambia il solvente che la scioglie. Il lyocell, di cui Tencel è il marchio più noto, recupera fino al 99,7 per cento del solvente e dà un filo più resistente; la viscosa di bamboo trattiene un po' più di umidità. Sotto il confronto voce per voce e come leggere l'etichetta.
Chi ha già deciso per la cellulosa rigenerata trova tutti i set e i capi Looniva in viscosa di bamboo, dal lenzuolo con angoli al copripiumino.
Lyocell, che cos'è e da dove viene il nome Tencel
Il lyocell è una fibra di cellulosa ottenuta sciogliendo la polpa vegetale direttamente in un solvente organico, l'N-metilmorfolina-N-ossido, che nei testi tecnici si abbrevia NMMO, e poi rigenerandola in filamento. Il brevetto del processo è del 1981, e la prima produzione industriale arriva nel 1992 negli Stati Uniti, con il nome commerciale TENCEL (fonte: Felgueiras e altri, Frontiers in Bioengineering and Biotechnology, 2021).
Tencel è quindi un marchio, e la fibra si chiama lyocell. Confrontare Tencel e bamboo significa confrontare un processo con una materia prima, e la domanda giusta diventa un'altra: lyocell o viscosa.
La pianta di bamboo, infatti, può finire in tutti e due. La sua polpa può essere sciolta con il processo viscosa o con quello lyocell, e nel tessuto finito della pianta di partenza non resta traccia (fonte: FTC, How to avoid bamboozling your customers). Esistono quindi lenzuola in lyocell di bamboo, rare, e in viscosa di bamboo, la maggioranza.
In sintesi
- Lyocell e viscosa sono tutte e due cellulosa rigenerata; Tencel è il nome commerciale nato nel 1992 con la prima produzione industriale di lyocell (fonte: Frontiers in Bioengineering and Biotechnology, 2021)
- Il processo lyocell recupera fino al 99,7 per cento del solvente; nel processo viscosa il solfuro di carbonio si riutilizza fino al 70 per cento e il resto viene convertito in acido solforico, a sua volta recuperato (stessa fonte)
- A secco il filo di lyocell regge 472-624 MPa contro i 220-340 della viscosa (stessa fonte)
- In condizioni standard la viscosa di bamboo trattiene il 13 per cento del proprio peso in umidità, il Tencel l'11 per cento, il poliestere riciclato lo 0,4 per cento (fonte: Journal of Natural Fibers, 2025)
- I set Looniva sono in viscosa di bamboo 300TC, certificata OEKO-TEX Standard 100 classe I
La stessa famiglia, due processi diversi
Viscosa, modal e lyocell appartengono alla stessa famiglia, le fibre di cellulosa rigenerata, che i manuali chiamano artificiali per distinguerle dalle naturali come il cotone e dalle sintetiche come il poliestere (fonte: Treccani, voce viscosa). Si parte sempre dalla polpa di una pianta e si arriva a un filamento di cellulosa pura: cambia il percorso.
Il processo viscosa
La polpa passa nella soda e poi nel solfuro di carbonio, che la trasforma in xantato di cellulosa; questo si scioglie di nuovo e viene filato in un bagno acido che rigenera la cellulosa. Il solfuro di carbonio è il punto delicato: oggi se ne riutilizza fino al 70 per cento, e la quota restante diventa acido solforico, anch'esso recuperato (fonte: Felgueiras e altri, 2021).
Il processo lyocell
Qui la cellulosa non passa per nessun composto intermedio: si scioglie direttamente nel solvente, a caldo, e la soluzione viene filata in acqua. Il solvente si recupera dal bagno e torna in ciclo, fino al 99,7 per cento (stessa fonte). Il limite è tecnico: il solvente è sensibile al calore e richiede stabilizzanti.
Chi vuole capire come si riconosce una viscosa di bamboo dichiarata in modo corretto trova il metodo nella guida su come riconoscere la vera viscosa di bamboo.
Il confronto voce per voce
| Voce | Lyocell (Tencel) | Viscosa di bamboo |
|---|---|---|
| Famiglia | Cellulosa rigenerata | Cellulosa rigenerata |
| Solvente | NMMO, sciolto in modo diretto | Soda e solfuro di carbonio |
| Recupero del solvente | Fino al 99,7 per cento | Solfuro di carbonio fino al 70 per cento |
| Resistenza a secco | 472-624 MPa | 220-340 MPa |
| Umidità trattenuta | 11 per cento | 13 per cento |
| Mano | Liscia, un poco più asciutta | Morbida e cadente |
| Lavaggio | Delicato, a bassa temperatura | Delicato a 30 gradi |
I dati di processo e di resistenza vengono dalla revisione di Felgueiras e altri (2021), quelli sull'umidità dal Journal of Natural Fibers (2025). Due punti di umidità sotto le lenzuola si sentono poco; si sente lo scarto con i sintetici. Il confronto con la terza sorella della famiglia sta nella guida su bamboo e modal, quale scalda meno.
Tencel per le lenzuola, come si comporta di notte
Al tatto un lenzuolo in lyocell e uno in viscosa si somigliano molto: tutti e due hanno filamenti lunghi e regolari, senza le estremità corte che nel cotone restano in superficie, e per questo risultano lisci e freschi al primo contatto. Il lyocell è un poco più asciutto, la viscosa più morbida e cadente.
Sul fresco notturno conta soprattutto quanta umidità il tessuto riesce a togliere dalla pelle. Qui la viscosa di bamboo, con il 13 per cento, sta un passo avanti al Tencel, con l'11 per cento. Chi sceglie il tessuto proprio perché dorme caldo trova il ragionamento completo nella guida alle lenzuola per chi suda di notte.
Sulla durata pesa la resistenza del filo, e qui il lyocell è più robusto: quasi il doppio a secco. Nella pratica la viscosa compensa con un lavaggio più attento, programma delicato a 30 gradi, centrifuga breve e niente asciugatrice, come spiega la guida su come lavare le lenzuola in bamboo senza rovinarle. Il lyocell chiede anche lui un ciclo delicato, perché la superficie del filo, sfregata da bagnata, tende a sfibrarsi in una peluria chiara.
Che cosa scrivere e leggere in etichetta
In etichetta la composizione si dichiara con il nome della fibra, "lyocell" o "viscosa", con la pianta di origine se serve; Tencel compare accanto, come marchio. I casi frequenti sono tre:
- "100% lyocell" con il marchio Tencel: è lyocell, di solito da legno di eucalipto o faggio.
- "100% lyocell da bamboo": stesso processo, materia prima diversa, e sul mercato italiano si trova poco.
- "100% viscosa da bamboo": è il tessuto di gran parte delle lenzuola in bamboo, e la certificazione da cercare sulle sostanze residue è OEKO-TEX Standard 100.
Una scritta come "tessuto di bamboo" senza il nome della fibra non dice quale processo è stato usato, e l'autorità americana per la concorrenza la considera ingannevole proprio per questo (fonte: FTC). La composizione dei set Looniva è dichiarata in scheda: viscosa di bamboo 300TC, e il set completo con lenzuolo con angoli, lenzuolo piano e federe costa 129 euro nella misura singola e 169 nella matrimoniale.
Quando conviene l'uno e quando l'altro
- Il lyocell conviene a chi mette al primo posto il processo produttivo e la robustezza del filo, e accetta una mano un poco più asciutta.
- La viscosa di bamboo conviene a chi cerca la mano più morbida e la migliore gestione dell'umidità della famiglia, e lava con il programma delicato.
Il quadro di tutte le fibre, cotone, lino e seta compresi, sta nella guida su quale tessuto scegliere per le lenzuola.
Domande frequenti
Meglio il Tencel o il bamboo per le lenzuola?
Dipende da che cosa si vuole privilegiare. Il Tencel, cioè il lyocell, ha un processo che recupera fino al 99,7 per cento del solvente e un filo più resistente; la viscosa di bamboo è più morbida e trattiene il 13 per cento del proprio peso in umidità contro l'11 per cento del Tencel. Al tatto le due mani sono molto vicine.
Il lyocell è una fibra naturale?
È una fibra di origine vegetale e di lavorazione chimica. La cellulosa viene dal legno o dal bamboo, il filo nasce sciogliendola in un solvente e rigenerandola, quindi il lyocell sta fra le fibre artificiali, nella stessa famiglia di viscosa e modal.
Tencel e lyocell sono la stessa cosa?
Tencel è un marchio registrato, lyocell è il nome della fibra. Il nome nasce nel 1992 con la prima produzione industriale di lyocell, e oggi si usa come sinonimo. In etichetta la fibra va comunque dichiarata come lyocell, con il marchio eventualmente accanto.
Di che cosa sono fatte le lenzuola Looniva?
Di viscosa di bamboo 300TC, certificata OEKO-TEX Standard 100 classe I. Il processo è quello viscosa, che dà la mano più morbida e cadente della famiglia e trattiene il 13 per cento del peso in umidità. Si lavano in lavatrice con il programma delicato a 30 gradi, e ogni ordine ha il reso 30 notti.
Edoardo Guarise